“Nel mare dell’intimità. L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico”

Un rosario di racconti, anzi le mille e una notte dell’Adriatico, un libro aperto con le tante storie di uomini e donne che hanno guardato l’Adriatico da una riva o dal ponte di una nave, che lo hanno invocato per placarne le furie o su di esso si sono avventurati alla ricerca di venti propizi, imprese e fortuna su navi spinte in volo dalle vele.
È questa l’anima di “Nel mare dell’intimità. L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico“, la mostra dedicata alla memoria di Predrag Matvejević, in corso a Trieste, crocevia d’Europa. Allestita all’ex-Pescheria-Salone degli Incanti . Accompagnata da eventi collaterali, visite guidate, attività per le scuole e laboratori didattici sarà visitabile fino al 1 maggio 2018.

Per la prima volta saranno offerti al pubblico in una visione d’insieme relitti, opere d’arte e oggetti della vita quotidiana, merci destinate alla vendita e attrezzature di bordo, circa un migliaio di reperti provenienti dai numerosi giacimenti sommersi e prestati per l’occasione da musei italiani, croati, sloveni e montenegrini e allestiti in uno spazio di più di duemila metri quadrati.

L’ALLESTIMENTO E I REPERTI

L’allestimento, ha trasformato il Salone degli Incanti di Trieste in un paesaggio d’acqua, un fondale sommerso che permette di leggere in maniera più esaustiva l’intensità degli scambi culturali e dei traffici commerciali, la specificità della costruzione navale antica, la ricchezza delle infrastrutture e il dinamismo dei paesaggi costieri, le storie degli uomini che hanno attraversato questo mare intimo.

All’ingresso i visitatori saranno accolti da un’installazione che illustrerà, con 22 modelli, le imbarcazioni che nei secoli hanno solcato l’Adriatico. Lasciandosi alle spalle il mare, si raggiunge uno spazio che riproduce in negativo lo scafo di una nave antica, nel quale i reperti archeologici svelano la cultura materiale e sociale cresciuta lungo le rive di questo mare.

Lo spazio libero che circonda il corpo centrale dell’allestimento raccoglie invece i grandi elementi: la riproduzione della sezione della nave di Zambratija, la nave cucita più antica del Mediterraneo, lo zoppolo di Aurisina, una marotta, la prua del sommergibile Medusa, affondato nel 1915 al largo delle Bocche di Lido, a Venezia, perchè colpito dal siluro lanciato dal sottomarino U-11, tre cannoni in bronzo due dal Museo storico Navale di Venezia e uno da porto Garibaldi, il sommergibile Molch, e la ricostruzione scala 1:1 della sezione trasversale del relitto della Iulia Felix, ritrovata al largo di Grado, con parte del suo carico orginale.
Nel cuore del Salone degli Incanti, l’Agorà, troveranno spazio le statue: la replica dell’Apoxyomenos, l’opera bronzea nota anche come l’atleta della Croazia, rinvenuta nel 1999 a est dell’isola di Lussino a 45 metri di profondità, il cd. Navarca di Aquileia, la statua funeraria in marmo di un ammiraglio ispirata ai modelli eroici della Grecia classica, ma risalente al I secolo d.C. I visitatori troveranno, inoltre, l’Atleta di Barcola, la scultura in marmo greco rinvenuta durante gli scavi di una villa marittima eseguiti alla fine dell’Ottocento a Barcola (Trieste), copia romana di una delle sculture più famose di Policleto, il Diadumeno, e ancora il “principe” di Punta del Serrone, una statua bronzea che raffigura con ogni probabilità Lucio Emilio Paolo il comandante romano che sconfisse a Pidna, nel 168 a.C., Perseo di Macedonia, tra i generosi prestiti provenienti dal Museo Archeologico Francesco Ribezzo di Brindisi.

IL RESPIRO INTERNAZIONALE

Proveniene da quasi 50 musei dislocati in quattro Paesi europei, e cioè Italia, Croazia, Slovenia e Montenegro oltre che da prestatori privati, il migliaio di reperti che saranno esposti. La mostra, che pertanto ha un forte carattere internazionale, attingerà più di un terzo dei suoi oggetti dalla Croazia. Diciasette (17) le istituzioni croate coinvolte in questa impresa comune. Un precedente accordo bilaterale tra i due Ministeri dei beni culturali croato e italiano ha infatti facilitato la cooperazione tra i due Stati al fine di realizzare iniziative culturali congiunte, di cui la mostra in questione è sicuramente uno dei risultati più importanti. E viene proprio dalla Croazia la copia moderna dell’Apoxyomenos. Anche gli altri Paesi tra i quali la vicina Slovenia e in particolare il Museo del Mare “Sergej Mašera” di Pirano, hanno dato un significativo contributo. Dalla Slovenia arriveranno la riproduzione di un’ancora romana con il ceppo originale, alcuni esemplari di ex-voto (i dipinti dove gli scampati facevano raffigurare le circostanze nelle quali erano stati salvati grazie all’intercessione della madonna o dei santi) e ancora una polena dorata raffigurante la mitica immagine della Medusa, anche simbolo di Capodistria, che ornava la prua del veliero Corriere d’ Egitto, di proprietà, come i velieri Istria e Zorniza, di due capitani e armatori capodistriani: i fratelli Nazario e Domenico Zetto.

INFO
Orari
martedì-venerdì | 9-17
sabato, domenica e festivi | 10-19
chiuso il lunedì
Aperture straordinarie

26 dicembre 2017 | 10-19
31 dicembre 2017 | chiusura ore 16.00
1° gennaio 2018 | apertura ore 11.00

contatti
info@nelmaredellintimita.it
Tel. +39 040 3226862
(negli orari di apertura della mostra)

sito: NEL MARE DELL’INTIMITA’

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