Trieste neoclassica

Il Neoclassico a Trieste è la più evidente dimostrazione di come un linguaggio artistico sia strettamente legato alla storia e ne sia, a sua volta, espressione. In questo stile si identificava la borghesia mercantile triestina che desiderava dare testimonianza del proprio potere e della propria ricchezza.

Tra gli altri edifici neoclassici  ricordiamo la Rotonda di Pancera, in v. San Michele, la Chiesa di San Nicolò, sulle rive, la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (foto 1), dalle semplici, ma imponenti linee classicheggianti, i palazzi del Borgo Giuseppino e quelli lungo il canale di Ponterosso.

 

La “città nuova”, quale Porto Franco, era stata concepita all’inizio del XVIII secolo, ma  si sviluppò architettonicamente all’inizio dell’ ‘800, grazie al commercio. I primi edifici neoclassici rappresentano perciò il potere del ceto mercantile: il  palazzo della Borsa (foto 2), con il portico dorico, il Teatro Verdi, simile al Teatro Alla Scala di Milano, il palazzo Carciotti, casa del mercante greco Demetrio Carciotti.